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Stop Superbonus aree sismiche, Ruggeri (M5S): "Dal governo Meloni l'ennesimo tradimento"

Sul Superbonus il Governo di Girogetti e Meloni il 26 marzo ha portato a termine l’ultimo atto del grande tradimento ai danni delle tasche degli italiani che hanno avuto la sola colpa di aver creduto in un provvedimento di legge dello Stato, indebitandosi per dare una spinta allo sviluppo economico durante e dopo la crisi pandemica, e per contribuire, cominciando dalla propria casa, alla transizione energetica della Nazione, tanto necessaria per mitigare i cambiamenti climatici e per ridurre la dipendenza dell’Italia dalle fonti energetiche fossili di provenienza straniera in un contesto attuale e prospettico di grave instabilità geopolitica.

Il divieto di cessione colpisce i crediti del 2024 maturati nei cassetti fiscali, abolendo la possibilità di cederli con la “remissione in bonis” anche se relativi a spese su lavori iniziati prima del 25 novembre 2022 (entrata in vigore del Decreto che ha stoppato lo sconto in fattura e la cessione del credito) e già effettuati nel 2023, salvo correzioni che auspichiamo siano introdotte nella discussione in aula.Ora potranno usufruire dei bonus fiscali, detraendoli dalle tasse che dovrebbero pagare, soltanto coloro che percepiscono stipendi molto elevati, come gli stessi politici che hanno votato i numerosi provvedimenti che si sono susseguiti nel vietare la cessione del credito di imposta e lo sconto in fattura. La classe media sarà penalizzata, dopo essersi già abbondantemente indebitata per fare i lavori nella propria casa sulla fiducia riposta in una legge dello Stato.Vengono inoltre colpiti il terzo settore, le cooperative e persino gli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari), che stavano utilizzando questo strumento per riqualificare il loro patrimonio immobiliare inutilizzato di “case popolari”, rendendolo disponibile a coloro che non si possono permettere l’affitto di un alloggio ai prezzi di mercato.Ma il provvedimento governativo del 26 marzo è ancora più odioso per i cittadini che hanno subito i danni del terremoto, come quelli delle Marche, che pur vivendo nel “cratere” del sisma saranno esclusi dalla possibilità di cedere il credito maturato sulle spese per gli interventi di riqualificazione antisismica e sugli immobili dichiarati inagibili. Una possibilità che avrebbe permesso di recuperare interi borghi, che ora saranno destinati al completo abbandono e degrado.Perfino il Financial Times, che non può certo essere accusato di populismo, ha smentito la narrazione di Giorgetti, il quale strumentalmente continua a evidenziare solo i costi nel provvedimento, senza considerare le entrate fiscali derivanti dalla crescita del Pil del 12% nel biennio 2021-2022 e da un milione di posti di lavoro creati nell’edilizia e nell’indotto. Ma Giorgetti, come costume di questo Governo di inetti, ha bisogno di dare ad altri la colpa della loro incapacità e del drammatico calo delle attività produttive, che nei prossimi due anni porterà il paese alla stagnazione economica se non ci saranno misure di stimolo della domanda, come lo è stato il superbonus.Il Superbonus, con la possibilità di cedere il credito, è stata una misura che ha aiutato il cittadino medio. Una misura per tutti, che ha consentito a tutti, al di là del ceto sociale, di poter migliorare la propria condizione abitativa, rendendo le case più efficienti, meno costose, più sicure e meno inquinanti. Una misura che ha fatto girare l’economia delle piccole imprese italiane, degli artigiani, dei professionisti. Non quella delle banche o delle lobby di potere care a questo governo. Ed è proprio questa la pecca che questo Governo di destra non digerisce su questa e su altre misure del Movimento 5 Stelle. L’aver trascurato l’interesse di pochi potenti a vantaggio di tutti, anche di chi fino ad oggi non era mai stato beneficiato dalle politiche economiche dello Stato.Puoi commentare l'articolo su Vivere Ascoli


Marta Ruggeri Consigliere regionale M5S