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Sanità, Latini: 'La riforma della riforma si poteva fare prima?'

La riforma discussa nella commissione sanità giovedì scorso è un primo passo verso la direzione di revisione dell’impianto di quella del 2011. Mostra che altre scelte erano possibili e che non si può negare il contatto con i territori e che il passaggio da un sistema all’altro non è possibile con solo taglio di forbici.



Era possibile quindi fare scelte che avrebbero creato molto meno impatto e proteste sociali. Ora però si rischia che, questa ulteriore riforma, sembra sia fatta sotto spinte solo di partito non avendo più un disegno organico e coprendo alcune ma non tutte le esigenze. Si rischia soprattutto di aprire la falla della copertura e tenuta finanziaria che per anni è stato il totem della regione Marche. Più che una ipotesi è quasi una certezza se accanto alle aperture che sono state indicate non si evidenzi altri risparmi. Per questo ritengo che la scelta operata nel suo complesso non va nella direzione giusta.





La mia proposta è,  e rimane quella del rispetto del tetto di spesa ma con un progetto di risparmio completamente diverso da quello in opera (che punta solo a tagliare), che sia basato su controlli preventivi nelle attività svolte,  nella riduzione delle mobilità passiva e nel dare una programmazione di spesa che eviti i doppioni oggi ancora del tutto imperanti (si parla ancora di spostamenti di servizi e reparti di quelli appena compiuti). La “riformetta”  rischia invece di creare buchi senza risolvere la scelta di una vera modifica del nostro sistema sanitario.





 

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Dino Latini (Api)